Recensione
Brucerò la Vucciria col mio piano in fiamme Akkura
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folk Voti redazione e staff

Akkura

Brucerò la Vucciria col mio piano in fiamme

Dario Flaccovio Editore

Links. Come quelli che legano gli Akkura al resto della cricca Malintenti Records. Una comune in cui tutte le parti in causa si scambiano i ruoli in una miriade di progetti intrecciati tra loro. Links. Come quelli che spingono gli artisti dell'etichetta a dare una forma in musica a quella Sicilia popolare e folk che fa un po' da sfondo a molte delle produzioni della label. C'è chi ci legge dentro un'autorialità ombrosa e rinsecchita (Donsettimo), chi una canzone jazzata leggera (Toti Poeta), chi una musicalità a tutto tondo in bilico tra Sud America e Sud Italia (Akkura), chi un folk-vaudeville sdrucito (Mimì Sterrantino). Links. Come quelli che emergono dai testi delle canzoni. Con una musica d'autore riconoscibile che sa lavorare sui significati, l'ironia, l'aspetto letterario del connubio note-parole.

Soprattutto in questo terzo disco degli Akkura, in cui il testo è anche un concept-book che raccoglie dieci racconti su Palermo. Dieci spaccati di sei autori diversi (tra cui Cesare Basile e gli stessi Akkura) abbinati a dieci canzoni della band siciliana, omaggio ai tempi lenti e ai suoni della narrazione popolare.

E' un cerchio che si allarga e che poi si richiude Brucero' la Vucciria col mio piano in fiamme. Un'opera che lavora su più dimensioni ma in un'unica direzione: descrivere per immagini un localismo geografico-culturale circoscritto e vissuto in prima persona. Grazie a scelte formali avventurose (il rock'n'roll della title track o magari il jazz percussivo di Vicoli Vicoli), poco lineari, e decisamente lontane dai cliché del folk autoctono più convenzionale.

(7.3/10)

Scheda: Akkura

Pubblicazione: 18 Gennaio 2010

File under: folk

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