Recensione
Seven Seals James Pants
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psych-wave Voti redazione e staff

James Pants

Seven Seals

Stones Throw

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Dei due modi esposti nel bell'esordio Welcome (2008), il tuttofare James Pants pare adesso sviscerare soprattutto quello legato a una psych-wave sporca - a tratti marcia - e giocosa, illuminata da lampi di follia e di demenza. L'altro modo, per capirci, è una funk-dance elettronica che si cala negli anni Ottanta alla maniera dell'amico Dam-Funk (tendenza che predomina nel primo volume della serie Rhytm Trax, 2007).

Pants si è letto l'Apocalisse di S. Giovanni (da cui il titolo di bergmaniana memoria) e ne ha tirato fuori il suo affresco pop-delirante, significativamente inguantato in un artwork degno dello Zorn esoterico: se non fosse per il minuscolo ritratto del nostro che alza il dito medio contro Lucifero in persona. Lo spirito è questo.

Residents-iano il progetto con cui Pants aveva timbrato a settembre il 2009, All the Hits (disco minore ma spassoso, raccolta di ipotetici jingle pubblicitari che era un po' il suo Commercial Album), residentsiano il senso del grottesco che informa questo Seven Seals (ditemi se I Saw You non è uguale a Suburban Bathers). Sporcature garage Sessanta (sempre virate psichedelico, fino al ricordo dei Silver Apples di I Promise I Lied), uno spirito naïve che possiamo anche chiamare lo-fi e un senso dell'artigianato eccentrico rendono ancora più golose queste piccole caramelle underground.

(7.4/10)

Scheda: James Pants

Pubblicazione: 13 Gennaio 2010

File under: psych-wave

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Gabriele Marino
Gabriele Marino (Album 2009)

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