Recensione
Intermission 2000-2008 Oren Ambarchi
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Lowercase Voti redazione e staff

Oren Ambarchi

Intermission 2000-2008

Touch Music UK

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Sarebbe riduttivo intendere Intermission 2000-2008 un'operazione assemblativa, non è soltanto un'istantanea sulla produzione parallela di Oren Ambarchi, bensì un'opera sorprendentemente zen incentrata sull'algoritmica del monolite, su esotermismi annichilenti; dinamiche che allargano ancor più il raggio di ciò che Oren Ambarchi può e sa fare.

Iron Waves con Paul Duncan alla voce, è l'esatta risposta al Transit Fennesz / Sylvian; Intimidator con Anthony Pateras al piano preparato, è una scavatrice di onde basse che infrangono risacche di spazio per inghiottirlo.

Otto anni si chiudono in appena cinque traccie che di minore hanno un assetto armonico pestato da cavernosa solitudine. Ed è la miglior risposta di Ambarchi a coloro che lo considerano una figura derivativa, crocevia tra Pan Sonic, Phil Niblock, Jim O'Rourke di una error-music fatta con cavi e saldatori, pedali e macchine midi.

L'ultima traccia A final kiss on poisoned cheeks (originariamente apparsa su Table of the Elements), è il paradiso caotico di un disco quasi interamente basato su configurazioni ostili e droni cerebrali.

(6.8/10)

Scheda: Oren Ambarchi

Pubblicazione: 19 Gennaio 2010

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