Canzone d'autore minimal in chiave jazz, costruita su chitarra acustica, ebow, chitarra elettrica, batteria, contrabbasso e programming. Questo e molto altro nel progetto di Gipo Gurrado, compresa un'imprevedibilità di fondo con cui non di rado ci si scontra e che vive di tempi dispari (La strada opposta), funky deraglianti (La pazienza), arpeggi accelerati (Pedalo seduto) e giochi di parole. Alla lunga emerge un certo gusto per la frammentazione dei suoni e dei concetti, nell'ottica di una musica che se da un lato rimane lineare e avvinghiata alla melodia, dall'altro mostra di sapersi imbizzarrire alla bisogna su crinali elettro-acustici.
Facciamo due più due e chiamiamo in causa la “scuola romana” dei cantautori, oltre a quel Marco Parente (Inverno Veritas) che viene in mente come primo termine di paragone. Anche se in Secondi fini per fare le ore piccole ci si prende meno sul serio e si gioca con una complessità dimessa che è ironia più che orchestrazione in senso classico-jazz. Per un esordio che convince con la sua sobrietà e l'ottimo lavoro di strumentisti come Mauro Sansone, Andrea Sicardi, Mell Morcone, Stefano Risso, Lucio Sagone e Attila Faravelli .
(7.2/10)
Scheda: Nolan
Pubblicazione: 09 Gennaio 2010
File under: jazz, songwriting
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