Freschi vincitori del premio Demo di Radio Rai per la migliore autoproduzione del 2009 (li abbiamo potuti apprezzare nella serata di apertura della scorsa edizione del Meeting delle Etichette Indipendenti) i 2 Pigeons arrivano all'inevitabile esordio discografico. Inevitabile perché in tempi di secca creativa come sono quelli in cui operiamo, la formula della band milanese è un fulmine a ciel sereno che non può passare inosservato.
Immaginatevi una Shirley Bassey traviata dai Portishead ed esaltata da un programming che mescola frammenti di synth, rhodes, pianoforti e sax di scuola Zu. Pochi compromessi, rispettando una musicalità a scatti metafora sublime dell'illogicità estetica del presente. Nella pratica, ci si focalizza su un drum & bass/easy listening etereo (Fairuz), una P.J. Harvey febbrile su sfrontatezza Björk (Broken Umbrella), dei Morcheeba magmatici e industrial (Boing 737), una Tori Amos vicina a certe cadenze di Beatrice Antolini (I-Land). Con la voce di Chiara Castello a dare continuità ai primitivismi sintetici di Kole Laca tra cadenze black (Biko) e crooning bianchissimo (Circus Lady).
(7.3/10)
Scheda: 2 Pigeons
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