Recensione
Infinity Jesu
Cover image
Stoner Shoegaze Voti redazione e staff

Jesu

Infinity

Avalanche

Sfogate le mai sopite pulsioni heavy nei Greymachine, insieme al sodale Aaron Turner (Isis), è di nuovo la volta per Broadrick di Jesu, un progetto che assomiglia sempre più ad una periodica seduta psicanalitica in cerca di redenzione dai fasti apocalittici di Napalm Death e Godflesh.

La differenza è che stavolta, sin dalla struttura dell'album, sembra rompere con i più convenzionali formati canzone cui ci aveva abituato. Lungo l'unica traccia - quasi 50 minuti - c'è spazio per diverse soluzioni: si assiste a variazioni d'intensità tra arpeggi distesi e riffoni sludge e nei momenti più intensi la voce malinconica di Conqueror lascia il posto a un canto rabbioso, come si trattasse ancora dei suoi Godflesh.

Storceranno un po' il naso i fan del versante shoegaze, ma saranno accontentati quelli degli Sleep in pene di cuore.

(6.1/10)

Scheda: Jesu

Pubblicazione: 05 Gennaio 2010

File under: Stoner Shoegaze

| Archivio
Leonardo Amico
Leonardo Amico (Album 2009)

copertina pdf #91