Recensione
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Genere

rock

Data di uscita

Dicembre 2009

Pubblicazione

05 Gennaio 2010

Il suono del phon

Miriam in Siberia

Autoprodotto

Zitta zitta, piano piano, la via italiana ad un rock caustico e melodico, nipotino scapestrato dei cantautori nonché cuginastro di quanti nei novanta provavano a sognarsi Sonic Youth, si fa strada. Che passa anche da dischi come questo, degli esordienti (su lunga distanza) Miriam in Siberia, quattro ragazzi da Caserta che hanno tutta l'intenzione di credere a quello che fanno. Sanguigni e ruvidi da un lato (Il tuo buono), malinconici e persino allibiti dall'altro (prendete Non lo so, oppure la title track), potrebbero essere la soundtrack perfetta per la vita esistenzialmente randagia di molti giovincelli contemporanei.

Quando ti sembra che eccedano con l'afflizione à la Verdena (Soletude), se ne escono incalzanti e carezzevoli (Sai col se) per poi giocarsela lunga e ondivaga tra folk e hard-psych in Before The Insane God. Ok, forse è ancora presto per chiudere la pesante pagina aperta a suo tempo da Afterhours e Marlene Kuntz (e la conclusiva Affanni sembra ribadirlo), ma la sensazione è che perlomeno si stia cercando qualcosa di nuovo tra le righe. Per poi passare oltre, magari. 

(6.5/10)

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