Recensione
Guitar Sketch Bruskers
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jazz folk Voti redazione e staff

Bruskers

Guitar Sketch

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Due bravi ragazzi per due chitarre e due conflitti che covano, questi ultimi carburante di un disco che altrimenti sarebbe rimasto a metà tra il saggio virtuoso e l'impudente passatempo. Matteo Minozzi ed Eugenio Polacchini sono due chitarristi, già membri della Lybra Guitar Oschestra diretta da Mauro Bruschi, ensemble di venti elementi allestito dalla Scuola di Musica dell’Unione dei Comuni Modenesi dell’Area Nord.

Ebbene, il primo conflitto nasce dalle diverse inclinazioni dei due, l'uno più accademico, l'altro più moderno, speziato jazzy da un lato, insolenntio classico dall'altro, l'intesa comunque ne usciva viva e anzi ringalluzzita. Tanto che i due - ed eccoci al secondo conflitto - decidono di portarla fuori dalle auliche stanze delle sale da concerto, per inseguire l'estro dei busker, sulla strada dei suonatori da strada che li porterà ad esibirsi - apprezzati - un po' in tutta Europa.

Ergo, eccoci al qui presente Guitar Sketch, un brano originale (il trepido Not Tomorrow, scritto da Polacchini, inquietudini minimali e trepidazioni flamenco) e dieci rivisitazioni tra standard jazz (una notevole Blue Bossa, una briosa Take Five) e non solo (una saettante Besame Mucho). E se l'alternativa passasse anche un po' da qui?

(6.9/10)

Scheda: Bruskers

Pubblicazione: 12 Gennaio 2010

File under: jazz folk

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