Recensione
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Genere

pop rock

Data di uscita

Gennaio 2010

Pubblicazione

12 Gennaio 2010

Eels

End Times

Vagrant

Sorpresa annunciata, questo End Times, ottavo titolo per la premiata ditta Eels. Che ci conferma il senso di arte che smeriglia se stessa almeno dalla summa di Blinking Lights in avanti, si reitera citandosi come a nessun altro riuscirebbe, facendo scalo nelle stazioni già oltrepassate per vedere se c'era qualcos'altro da scoprire e da far scoprire. In particolare, se il precedente Hombre Lobo rimandava allo spasmo brusco e sferzante di Souljacker (con la civilizzazione del licantropo sempre sul punto di compiersi, anzi a ben vedere già compiuta), quest'ultimo lavoro si accoccola nell'intima tribolazione del Daisies Of The Galaxy.

Se quello era il disco della dolcezza recuperata attraverso il dolore, questo palpeggia il ventre tiepido di una malinconia che è sì presente e viva (ispirata pare alla fine del matrimonio con Natasha Kovaleva) però come differita, ipotizzata in un futuro plausibile ma neanche troppo imminente. E perciò depotenziata, più riflessiva se preferite, non intenzionata o forse non più in grado di raggiunge gli antichi livelli di lancinante afflizione. Tuttavia, le ballate si susseguono come teneri gioiellini, aggrappati ora al piano ora ad un fraibile arpeggio di chitarra, carezzate ora dagli archi ora da un organo, ravvivate da un paio di guizzi aciduli (lo psych-errebì di Paradise Blues, la kinksiana Gone Man) ma anche capaci d'affondare il colpo verso un caracollare che diresti quasi Black Heart Procession (The Beginning).

Disco in sostanza gradevole, o - se preferite - un classico secondo i canoni eelsiani.  

(6.8/10)

Scheda: Eels

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Stefano Solventi
Stefano Solventi (Album 2010)