Recensione
Paper Of Pins Bill Wells, Barbara Morgenstern, Stefan Schneider, Annie Whitehead
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pop-jazz Voti redazione e staff

Bill Wells, Barbara Morgenstern, Stefan Schneider, Annie Whitehead

Paper Of Pins

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Paper Of Pins si descrive enucleando i personaggi implicati (come già avvenne per il mini Pick Up Sticks, del 2004): Bill Wells, cinematico appassionato di vecchia data del jazz di Gil Evans, con le mani nella pasta arrangiativa e produttiva dell’indie-pop; Barbara Morgenstern, pianista e songwriter tedesca; Stefan Schneider dei To Rococo Rot, tra le altre cose; il trombone di Annie Whitehead (che ha lavorato con Wyatt, e a volte ne porta in dote le atmosfere).

E partiamo proprio da quest’ultimo strumento-persona-personalità, per parlare, oltre che descrivere, il frutto della collaborazione di tutti questi personaggi. Il trombone è forse il vero protagonista del disco, e questo è il più grosso problema della produzione, se così si può dire; è una presenza ingombrante, che catalizza quasi tutti gli elementi melodici, appiattendoli al suo timbro un po’ struggente e un poco grottesco. Niente di grave; e più che di Whitehead probabilmente tutto ciò è “colpa” di Wells, che ama i fiati bassi (come ci dimostra anche il recente rendez vous con Maher Shalal Hash Baz).

Per il resto Paper Of Pins è un soffuso sfondo che ha il pregio di restare lì, per la maggior parte delle tracce, e accompagnare i pensieri, ridestandoli nei rari e apprezzabili picchi: Tributaries (picco di rumore); il free sottovoce della conclusiva The Three Ronnies, arrotolata attorno a un tema che apre e chiude la traccia; Loitering With Intent, un duetto tra Schneider e gli altri, presi come organico, con interessanti esiti inizio Duemila. Un meccanismo tanto-poco che funziona.

(6.5/10)

Pubblicazione: 09 Gennaio 2010

File under: pop-jazz

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