Recensione
Self Titled Gothenburg Address (The)
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post post rock Voti redazione e staff

Gothenburg Address (The)

Self Titled

I Messiah

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Sembra incredibile che escano ancora dischi così. Roba che ti viene da ricontrollare la data di uscita, ma è proprio vero: non risale all'inizio, ma alla fine di questi cazzo di anni zero (e scusate la rima). Godeteveli: sono impeccabili, appassionati, incandescenti esercizi di post-rock melodico. Anzi, tu chiamalo se vuoi post-post-rock, quel che accadde cioè quando tutta la mancanza di prospettive e - sostanzialmente - di fiducia nelle capacità di rivalsa del rock si ritrovarono al capolinea e, guardandosi attorno, capirono che di quella rivalsa e di quella fiducia, in fondo, non si poteva fare a meno. Ragion per cui, ferme restando alcune prerogative, riecco la canzone a stemperare rumori bianchi e angoli matematici, ed il respiro lungo del folk, e - signore e signori - la melodia. Pensate alla parabola dei L'Altra o dei Mogwai: ci siamo capiti, no?

A proposito di scozzesi, ecco gli esordienti The Gothenburg Address, quartetto di Edinburgo dedito ad enfasi strumentali di grande impatto atmosferico, due chitarre che incrociano spremendo l'epica dai riff aeriformi secondo le suddette formule consolidate. Parrebbero una versione addomesticata degli Explosions In The Sky, ma del resto potremmo anche ricondurli alle delizie interlocutorie dei nostri Giardini Di Mirò (tolti gli archi). In sostanza, se è questo che cercate, ne godrete. E' un disco che non fa una piega. Tra i migliori del genere, che io ricordi. Per conto mio, nell'anno di grazia 2009 quasi 2010, è l'ennesimo esempio di oziosa, per non dire inutile, destrezza. 

(5.5/10)

Pubblicazione: 22 Dicembre 2009

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Stefano Solventi
Stefano Solventi (Album 2009)

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