Recensione spot
Kunststoff Move D
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Ambient house Voti redazione e staff

Move D

Kunststoff

Source Records

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Realizzato nel magico 1994 degli Ambient Works firmati Aphex Twin, l’album Kunststoff era fuori stampa da quasi un decennio; ora la City Center Offices ha deciso di ristamparlo nel mobilissimo tentativo di dargli un giusto posto nella storia. Era ora. Questo è un gioiellino perduto, il meglio dell’ambient house che aveva goduto di una discreta fama nei club europei tipo il nostrano Movida, prima dell’avvento delle grandi produzioni e in generale antecedentemente al sound più corposo che il genere maturò poco più in là. Era stato un periodo magico. Suoni soffusi e chic, da ballare e da chiacchierarci su per un pubblico ancora ristretto che gelosamente coltivava il segreto farmaceutico della rivoluzione che avverrà.

Si va dall’ambient isolazionista di Selected Ambient Works II (Xing the Jordan-Seven) alla lounge ambient degli Orb con il motore detroitiano sempre sul punto di partire. Niente galli e grilli à la Paternson, e freno a mano ritmico per i pruriti black più sessomaniaci, piuttosto il succo electro-drum-machine arricchito di tastiere soffuse dall’appeal soul e funky in cordone ombelicale con gli Ottanta, ma già oltre. Già Novanta.

Come recita il titolo di una canzone, Tribute To Mr. Fingers, è da queste parti che il tedesco Move D guarda spesso (anche se l’attacco rimanda persino a Jon Hassell), un’influenza importante come lo è in generale la chill out balearica ante Buddha Bar, gli Orbital più ambientali ma su un piano di rigore tedesco totalmente abbottonato.

Brano culto della raccolta, che fece conoscere il nostro a livello internazione, è Amazing Discoveries: basso roland, tastiere sottomarine, drum machine con smalti jazzati e effettini da manuale Orb. È la traccia più funzionale per l’inizio serata dei locali, eppure gli episodi migliori sono altri, non tanto quelli più colti (Aphex in un’altra costellazione), ma quelli che s’incuneano tra la dance e quello che sarà il cosiddetto french touch. Tra la cassa in quattro e i Kraftwerk di dieci anni dopo (In/Out ][Initial Mix]), il robo funk ranocchio (Sandmann), lo strepitoso omaggio a Detroit di Hood praticamente (se si esclude il ritmo) - il 90% del suono To Rococo Rot e al contempo una trasfigurazione ambient dell’acid house, con tanto di fischietti sottotraccia mescolati a flussi ambient KLF 77 Sunset Strip lo dice c’è il titolo - è il prodromo del compiuto e prossimo Boards Of Canada sound.

Roba che scotta proprio. Del resto in quest’ora e sedici minuti di materia prima di prima qualità ce n’è fin troppa (unico episodio anonimo Nimm 2), abbastanza da annoverare Kunststoff nell’olimpo dell’ambient Novanta.

(7.6/10)

Scheda: Move D

Pubblicazione: 01 Novembre 2006

File under: Ambient house

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Edoardo Bridda

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