Recensione
Julie Flame Laura Veirs
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songwriting Voti redazione e staff

Laura Veirs

Julie Flame

Bella Union

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Dismessa la band che l’aveva accompagnata finora, anche se i fondamentali ci sono ancora ossia Karl Blau e il fido produttore batterista Tucker Martine, Laura Veirs fa il suo ritorno a oltre due anni di distanza dall’ultimo ottimo Saltbreakers, con alcuni cambiamenti.

E’ da rilevare una certa scarnificazione del suono, sono sparite infatti quasi del tutto le stratificazioni; rimangono alcune orchestrazioni (e l’accompagnamento alla viola da parte del solito Eyvind Kang) per un album che si muove tra indie rock e folk e in sottotraccia umori country soul sparsi. Alla voce in molti brani troviamo Jim James (My Morning Jacket), per il resto resta inalterata la cifra stilistica, un songwriting ancora in stato di grazia che fa dell’espressivitŕ la sua forza, mettendo insieme un compendio di molta della musica sino ad ora espressa dalla folkster americana – che sia folk, pop, soul, indie rock o country poco importa a questo punto.

Con l’impronta caratteristica del fidato Karl Blau, la Veirs pone un altro tassello alla sua musica evocativa e sbilenca, come la sua voce, che passa con disinvoltura da un versante all’altro senza mai risultare stonata. Inutile aggiungere che questo ritorno ci piace.

(7.3/10)

Scheda: Laura Veirs

Pubblicazione: 15 Gennaio 2010

File under: songwriting

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