Recensione
The Amber Sea Myrmyr
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avant-folk, elettroacustica Voti redazione e staff

Myrmyr

The Amber Sea

Digitalis

Avevamo iniziato l’anno con Marielle V. Jakobson e il suo primo disco come Darwinsbitch, prevedendone future felici incursioni in ambito ambient e affini. Non finisce il 2009 che si rifà viva come metà del duo Myrmyr, in compagnia di Agnes Szelag. La musica prodotta dalle due è una calibrata miscela di diversi ingredienti: elettroacustica, folk, musica da film, improvvisazione. Evidentemente la somma delle due parti in questione. Marielle porta con se tutto uno studio su rifrazioni, riverberi e toni abissali di una ambient trattata da un violino androide come accadeva nel disco di Darwinsbitch. Agnes è invece l’anima folk, che ammanta di tradizione e leggenda sprazzi di melodie dalle evidenti ascendenze traditional.

Si ascoltano così tracce di un cantautorato elettroacustico che immagina e crea una irreale storia dell’ambra, minerale legato a leggende e miti arcaici. Frammenti di un ambient rielaborata alla stregua di materiale cinematografico sull’esempio degli ultimi Stars Of The Lid (Baltic Winds, The Sea Returns, The Story Begins) oppure filastrocche dal sapore gotico (sposiamo la definizione di Boomkat che parla di “gothic avantgarde”) con i brani che vivono sulla miscela di canto, strumenti analogici e costrutti digitali (First Seed, Silver Rooster, Eagle’s Escape) in un modo non troppo distante dagli esempi di Hala Strana e Black Forest / Black Sea.

Alla fine si ottiene un disco che è acerbo se si pensa a quello che le due musiciste possono raggiungere, ma già sufficientemente maturo guardando alla difficile calibratura di tutti gli ingredienti. Altro progetto da tenere sott’occhio per Marielle.

(7.0/10)

Scheda: Myrmyr

Pubblicazione: 05 Gennaio 2010

File under: avant-folk, elettroacustica

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