Recensione
We Gave It All Away, Now We Are Taking It Back Mungolian Jet Set
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cosmic trip techno Voti redazione e staff

Mungolian Jet Set

We Gave It All Away, Now We Are Taking It Back

Smalltown Supersound

Già uscito in estate sul mercato estero, approda finalmente anche da noi il doppio del duo di Oslo. Paul Nyhus e Knut Saevik ci conducono in una lunga odissea che svela due metà complementari: la prima più psichedelica (nel primo disco), la seconda più ballabile (nel secondo).

Data la provenienza dai jazz club di Oslo, i due riportano poi all’attenzione quel sentire house mescolato alla passione per la blackness già esaltato tempo fa dai Cobblestone Jazz. Ma se i fratelli canadesi puntavano più sull’immediatezza live, qui si prende come vangelo la lezione degli ORB e la si coniuga in una dimensione filtrata e pompata da compressori analogici che tolgono il dub e innestano il movimento sul 4 progressivo. L’iconografia del gruppo si basa poi su un velato misticismo orientale che definisce un’estetica massimalista: i Pink Floyd e i PiL a braccetto con l’acid jack (Creepy), il bbreaking old school (Could You Be Loved) e la deep onirica (Madre Epics Pt. 2), la word balearica (Big Smack And Flies), gli archi dei Rondò Veneziano (A Blast Of Loser) o le tastiere dei Supertramp (Clairevoyage).

La sintesi quando si viaggia in modalità psichedelica non è da tutti. In due dischi il gruppo norvegese riesce ad attingere dal passato senza stancare o mostrare spocchia. Un po’ come stanno tentando di fare i ragazzi londinesi in fissa wonky, anche qui si taglia e si cuce, ma all’orizzonte si intravedono balere adult. Il tiro di questa raccolta è da brivido. Settate il replay, please.

(7.1/10)

Pubblicazione: 02 Gennaio 2010

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