Benché continui a prendersi una stroncatura dietro l'altra, e sia particolarmente preso di mira da coloro che si ostinano a far paragoni tra la china di lui e la sempreverde creatività di coetanei più fortunati quali - a caso - Damon Albarn e Jarvis Cocker, il triste Brett, non senza fatica e particolari lodi, cresce e, per una volta, un'alternativa intimista all'urban glamourness degli Suede sembra possibile (e si chiama Ashes of Us), non necessariamente buona ma neanche insufficiente.
Il pop rimane convalescente e autunnale, i testi indubbiamente noiosi e - a tratti - ingenui, eppure, grazie ad una produzione chamber folk accurata, una varietà di situazioni ragguardevole, strumenti ad entrare e uscire di scena sempre nei tempi giusti, e abbiamo un album che si tiene, con dei momenti d'afflato decenti. Al 70% sarà merito dell'arrangiatore Leo Abrahams. Un 30% farina dell'Anderson.
Non emozionerà neanche con il limone negli occhi, ma un po' di masochismo ce lo concediamo.
(6.0/10)
Scheda: Brett Anderson
Pubblicazione: 04 Gennaio 2010
File under: Chamber folk, pop
Abbonati al feed di Edoardo Bridda
2002-2009 SENTIREASCOLTARE music magazine. Registrazione Trib.BO N 7590 del 28/10/05
Editore Edoardo Bridda Direttore responsabile Antonello Comunale Coordinamento Gaspare Caliri
Programming Luigi Pastore Art Karin Andersen Grafica Roberto Piazza Web designing Edoardo Bridda
Info (info at sentireascoltare.com) | Ufficio stampa Alberto Lepri (alberto.lepri at sentireascoltare.com) Teresa Greco (eventi at sentireascoltare.com)
Pubblicità Music Network









