Recensione
Slow Attack Brett Anderson
Cover image
Chamber folk, pop Voti redazione e staff

Brett Anderson

Slow Attack

B A Songs

Bookmark and Share Gallery

Benché continui a prendersi una stroncatura dietro l'altra, e sia particolarmente preso di mira da coloro che si ostinano a far paragoni tra la china di lui e la sempreverde creatività di coetanei più fortunati quali - a caso - Damon Albarn e Jarvis Cocker, il triste Brett, non senza fatica e particolari lodi, cresce e, per una volta, un'alternativa intimista all'urban glamourness degli Suede sembra possibile (e si chiama Ashes of Us), non necessariamente buona ma neanche insufficiente.

Il pop rimane convalescente e autunnale, i testi indubbiamente noiosi e - a tratti - ingenui, eppure, grazie ad una produzione chamber folk accurata, una varietà di situazioni ragguardevole, strumenti ad entrare e uscire di scena sempre nei tempi giusti, e abbiamo un album che si tiene, con dei momenti d'afflato decenti. Al 70% sarà merito dell'arrangiatore Leo Abrahams. Un 30% farina dell'Anderson.

Non emozionerà neanche con il limone negli occhi, ma un po' di masochismo ce lo concediamo.

(6.0/10)

Scheda: Brett Anderson

Pubblicazione: 04 Gennaio 2010

File under: Chamber folk, pop

| Archivio
Edoardo Bridda
Edoardo Bridda (Album 2009)

Rss
copertina pdf #91