E' psichedelia didascalica e un po' facile, quella degli Strange Flowers. Materiale che gioca con gli stereotipi di genere adagiandosi tra navigato stupore e mestiere, qualche buona idea e clichč. Dalla sua, una scrittura che riesce a conciliare chitarre elettriche e melodie pop da garage band Sixties, con in pił reminiscenze Black Rebel Motorcycle Club (Blue Mother), malinconie Ride (Powder Tears), parentesi barrettiane (Seven Years Old Poets) e qualche rilettura sorprendente di standards fuori asse (la cover trasfigurata della Hollywood di Madonna). A fare da collante wah wah onnipresenti, echoes, deviazioni acide controllate (il finale vorticoso di The Insect And The Fish) e mai troppo spinte lungo il crinale della sperimentazione. Il che ci porta a concludere che l'obiettivo della band pisana sia soprattutto diffondere il verbo, affamando un tantino il fervore in favore di una formula digeribile ai pił e friendly a sufficienza per garantirsi qualche passaggio radiofonico fuori dai soliti giri.
Produce Federico Guglielmi del Mucchio Selvaggio, per un disco psichedelico nella forma pił che nella sostanza ed esentato dal correre grossi rischi. Dopo due decenni di underground alle spalle – il primo episodio della band risale al 1990 – sembra quasi comprensibile.
(6.6/10)
Scheda: Strange Flowers
Pubblicazione: 02 Gennaio 2010
File under: rock-psichedelia
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