A Brooklyn, oltre alle ormai note Sacred Bones e Captured Tracks, si trovano etichette ancor più elitarie e di genere. Parliamo di Pieter Schoolwerth e della sua Wierd, dal 2006 luce degli angoli bui dell'elettronica minimale e sotterranea della Grande Mela e non solo. Grazie alla label, un piccolo manipolo di band come Xeno & Oaklander, Martial Canterel e Staccato du Mal, ha avuto modo di pubblicare dischi decisamente nostalgici e fedeli alla linea.
Stessa sorte che tocca ora ai locali Led Er Est, intenti in sonorità d'antan quali cold wave francese, Sheffield '80, e inevitabili D.A.F. Niente abbozzi o canovacci di canzoni, come va di moda oggi, ma probabili hit fuori tempo massimo (Bikini Fun, Port Isabel, Laredo, non a caso il trittico che apre il disco). Accanto troviamo umori proto-industriali (Something For The Children), vorticosi up-tempo (The Unkept Area) e divagazioni sintetiche (CC Exit) che rendono Dust On Common un ascolto obbligato per i fan integralisti della ice age.
(7.1/10)
Scheda: Led Er Est
Abbonati al feed di Andrea Napoli