Recensione
Studio 10 Mathias Kaden
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Deep house Voti redazione e staff

Mathias Kaden

Studio 10

Vakant

Dj e procucer alemanno, Mathis Kaden è un ragazzo piuttosto fresco sulla piazza. Ha iniziato a sfornare 12 pollici assieme all’amico Marek Hemmann a partire dal 2003 e da quel poco che si sa ha una venerazione per la T808 che lo porta dritto a Chicago. Windy City, nel suo caso, si traduce in un’house calda dai sapori samba, venature jazz e funk liquido e, per gradire, una bella smaltata di deep a completare un’architettura mogano dalle assi d’acciaio.

Realizzato in due anni, Studio 10 è il primo album di un tedesco che già mira a dipingersi un'aura da Frankie Knuckles in versione kraut puntando le migliori fiches su un sound ultra editato e non di meno suonato. Violini, sax e organi a cura di ospiti quali Lars Mäurer, Florian Schirmacher e Claudia Ander-Donathand, tutti su per giù jazzisti; canto perferibilmente talkin' per una triade di vocalist (jazzy Ian Simmonds, lo sconosciuto Gjaezon, e una sciantosissima Tomomi Ukumori) e, a completamento, citazioni più o meno evidenti dalla black al reggae e baleari, ne fanno un ottimo vino di marca jazz house adatto ad un vero house party. Tra gli estimatori già abbiamo una lista: Dinky, Luciano, M.A.N.D.Y., Matthias Tanzmann e il più entusiasta di tutti Sascha Funke (album dell’anno per lui). Ci accodiamo all'entusiasmo senza esagerazioni.

(7.0/10)

Scheda: Mathias Kaden

Pubblicazione: 03 Gennaio 2010

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