Caratterizzandosi per i tipici mood composti dei palindromi e grane africane, The Protector è l’ideale trait d’union tra il precedente Distance Told Me Things To Be Said e The Africa Chamber, terzo album ufficiale a firma Mapstation, moniker ufficiale sotto il quale Stefan Schneider dei To Rococo Rot si firma da anni. Non è certo la prima volta che il tedesco si cimenta in trasfigurazioni di questo tipo, eppure, in maniera analoga a quanto è accaduto con Tony Allen nell'Inspiration Information di Jimi Tenor, un qualcosa di altrettanto rimarcabile succede qui con un nome del calibro di Nicholas Addo-Nettey (già Fela Kuti Band e guarda caso collaboratore di Allen).
Grazie al percussionista, Schenider trova nuovi equilibri tra quartomondismi e jazz; rinnova i dialoghi tra loop, linee sintetiche e pelli, riusciendo a spaziare dal continente nero fino a Oriente, passando per i rave intellettuali dei Rot senza perderci in magia e coerenza krauta. Al risultato contribuiscono amici di vecchia data, quali Annie Whitehead al trombone (fa molto Gil Evans via Tied & Tickled Trio il suo contributo in Carmel) e Thomas Klein (Kreidler) alla batteria (che ha sempre il suo perché).
Ne esce un album oltre Jon Hassell e Can. Pienamente parte della Weltanschauung To Rococo Rot di cui Mapstation è una filiale cartografica e meridionalista (quando il trio è nordista e legato all'architettura). Acquisto obbligatorio per tedescofili e non.
(7.0/10)
Scheda: Mapstation
Pubblicazione: 03 Gennaio 2010
File under: Tribal tronica
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