Nel 2002 Dalla pace del mare lontano lo propose come nuovo esponente di una scuola d'autore che passando per Umberto Bindi e Sergio Endrigo guardava agli chansonnier francesofoni (Jacques Brel e Charles Aznavour su tutti) senza accantonare uno spirito jazzistico nato e cresciuto sotto l'aureola di Keith Jarret. Un ottimo “esordio” – con virgolette d'obbligo, dato che il primo passo Sergio Cammariere lo fece in realtà già nel 1993 con I ricordi e le persone insieme al fido paroliere Roberto Kunstler – seguito poi da prove non altrettanto all'altezza, che rimanendo stabili nelle coordinate sonore, con giusto qualche tonificante scampagnata carioca ogni tanto, non trovavano brani capaci di eguagliare la forza dei primordi e lasciavano in bella mostra un canovaccio ripetuto e ripetuto ancora.
Ora, giunto al quinto disco in studio, Cammariere prova una svolta non del tutto azzardata ma significativa. Carovane infatti amplia lo spettro d'azione del cantautore crotonese verso lidi etno, speziando il solito connubio da quartetto jazzistico formato da piano-contrabbasso-batteria-tromba (di Fabrizio Bosso) o sax (di Javier Girotto) più voluttuosa orchestra con aromi indiani di tabla e sitar. Il risultato, stante un effetto un po' da cartolina quasi inevitabile dato l'innesto didascalico su un marchio a sua volta consolidato nella memoria, non è male, e non è quindi aleatorio che i brani migliori tra i tredici del disco siano quelli dove la speziatura si realizza in forma canzone (La rosa filosofale), magari con qualche striatura elettrica (di Michele Ascolese sul cinemascope Senti), o in strumentali vicini ad un Ludovico Einaudi virato all'improvvisazione moderata (Varanasi, La forcella del rabdomante).
Che sia quella world la strada da seguire in futuro per Sergio Cammariere? Di fronte ai risultati di altri pezzi più vecchio stampo, dove è tutto perfetto ma anche piuttosto soporifero (Insensata ora, il singolo Carovane), viene da dire razionalmente di sì. Ma a pelle la sviata indiana appare momentanea, appunto cartolinesca. Anche se l'augurio è ovviamente di sbagliarci.
(6.2/10)
Scheda: Sergio Cammariere
Pubblicazione: 03 Dicembre 2009
File under: canzone d'autore
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