Recensione
Come Back To The Five And Dime, Bobby Dee Bobby Dee Benjy Ferree
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songwriting Voti redazione e staff

Benjy Ferree

Come Back To The Five And Dime, Bobby Dee Bobby Dee

Domino

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Bobby Driscoll chi era costui? Il ragazzino che aveva dato la voce a Peter Pan nel film della Disney del 1953 e interpretato altri film negli anni 40 e 50, per poi venire scaricato da adolescente, avere in seguito una vita burrascosa tra alcol e droghe e morire di un attacco di cuore a 31 anni, solo e dimenticato. Una storia tristissima, emblematica delle regole spietate della “società dello spettacolo”.

Per il secondo album, il songwriter Benjy Ferree fa un omaggio e una riflessione su fama e morte. E lo fa alla sua maniera, inscenando un quasi musical empatico, dove i T. Rex convivono con Jimmie Rogers, e dove la teatralità di Freddy Mercury si fonde con il dramma nero alla Nick Cave.

Uscito a inizio 2009 e distribuito solo ora da noi, Come Back To The Five And Dime, Bobby Dee Bobby Dee - che riprende sin dal titolo un riferimento che Robert Altman aveva fatto negli ’80 all’altra icona giovanile, James Dean, - è una elegia per il Driscoll che Ferree aveva idolatrato da bambino. Roots music, Americana, rock, samba, songwriting, musical, dramma teatrale sono i generi lambiti, con la passione che lo contraddistingue.

Un’ode cantata allora, che possiede un senso del sacro e una tensione palpabile, teatrale come è nello stile dell’autore di Washington. Che si conferma songwriter dotato e di grande sensibilità. Heavy weighs the burden of Brother Dee.

(7.2/10)

Scheda: Benjy Ferree

Pubblicazione: 04 Dicembre 2009

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