Recensione
The Crackle Of My Soul Cindytalk
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dark ambient Voti redazione e staff

Cindytalk

The Crackle Of My Soul

Mego

Fa un certo effetto avere tra le mani un disco nuovo dei Cindytalk. Indimenticata sigla dietro cui si muove il demiurgo goth Gordon Sharp, ennesimo residuato bellico dei vorticosi anni ’80 al suono di un Post-Punk tra i più truci e malati dell’epoca. Che il percorso sonoro della band sia poi passato per l’ormai quasi canonico abbandono delle strutture più rock in favore di una malsana distesa dark ambient questo ormai non sorprende più nessuno.

A rigor di logica non saremmo molto distanti dall’excursus Loop-Main di Robert Hampson, ovvero preferire astrazione e spirito in favore di forma e sostanza, ma Sharp non aggiunge nulla di nuovo, né eccelle lungo il canovaccio post industrial.

A The Crackle Of My Soul va tuttavia riconosciuto il pregio del rinnovamento. Se Sharp si fosse presentato con un disco nello stile più classico della Soilelmoon lo avremmo liquidato storcendo il naso, ma i riferimenti vanno maggiormente nella direzione di Pita e Kevin Drumm, soprattutto nei momenti più harsh come Feathers Burn e Trasgender Warrior.L’ultima Debris Of A Smile strizza persino l’occhiolino a Fennesz

Un ritorno che non sorprende, né brilla per qualche merito particolare, che non sia quello di riconoscere a Sharp un certo buon gusto.

(6.0/10)

Scheda: Cindytalk

Pubblicazione: 06 Dicembre 2009

File under: dark ambient

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