Recensione
Oblivio Agitatum Bruce Gilbert
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ambient Voti redazione e staff

Bruce Gilbert

Oblivio Agitatum

Mego

Non sempre è un bene per gli artisti andare dietro alle proprie idee ed inclinazioni. Bruce Gilbert che deve gran parte della sua fama agli acclamati Wire, si è infatti già da tempo spostato in un territorio che ha sempre cercato: la drone music più estatica e senza compromessi. Oblivio Agitatum è la summa di questo suo perdersi nelle frequenze più alienate.

Sorta di ep camuffato da disco, laddove l’album sta tutto nella centrale Zeros, il disco non fa altro che mimare i soliti ambienti astratti, con costruzioni su tessuti sintetici da epoca digitale senza anima. Non c’è passione, né energia creativa nei corridoi horror con echi siderali dei venticinque minuti del brano. Tutto è eccessivamente statico e prevedibile. I brani di contorno che incorniciano il tutto, aumentano il senso di insufficienza, per una musica che vorrebbe essere visionaria e invece è solo l’ennesimo disco di drone music da scaffale. Non se ne può più.

(5.0/10)

Scheda: Bruce Gilbert

Pubblicazione: 02 Dicembre 2009

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