E ci torniamo su. La quantità influenza la qualità, il come il cosa. Ma non sempre e non troppo. Oh No raddoppia (quantità) i pezzi della tracklist presentata a ottobre e rimescola la sequenza (il come). Tra le new entry ci sono cose interessanti, e in generale non mancano singoli numeri molto buoni (specialmente quelli in chiaroscuro come il dilliano Melody Mix, già nella versione "light"), ma si trovano come dispersi tra troppi pezzi che non vanno oltre l'intermezzo. Il giudizio di fondo resta insomma inalterato, resta la sensazione che il nerdismo jacksoniano - che ben conosciamo - non abbia qui giovato. Cresce un po' il voto perché è (opportunamente) aumentata la carne al fuoco.
(6.4/10)
Scheda: Oh No
Abbonati al feed di Gabriele Marino