Un singolo in edizione limitata piazzato (ovviamente dalla Domino, che segue Four Tet da quasi un decennio, ormai) per far salire la proverbiale anti-scimmia dell’IDMer. Un assaggio di There Is Love In You, in uscita a gennaio, l’anello mancante tra questo e il precedente Ringer EP.
Love Cry è il modo in cui Kieran apparecchia la discussione mostrandoci gli agoni che animano la sua musica, gli opposti che hanno però una radice comune, fosse anche solo il tavolo dove giocare a scacchi.
Minimo comune denominatore, una quasi-parola: minimal. Che a essa gli si faccia succedere -ismo (e che la si traduca in meditazione trascendentale), oppure o che lo si isoli per trovarla contestualizzato nell’elettronica, è la ripetizione e la trance indotta – niente a che vedere con le catarsi psicotrope – ad arare il campo di Four Tet.
I campanellini di Our Bells sono le sue riflessioni orientali. Da perfetto londinese di origini indiane qual è, Hebden non ci arriva certo con viaggi col pensiero, ma con il lavoro di studio, certosino fino alla mania, al quale ci ha abituato. E che trascina per nove minuti anche Love Cry, traccia (presente anche sul My Space) che davvero sa di apripista (da camera) del corso di Four Tet 2009-2010. E l’attesa sale ancor di più.
(7.0/10)
Scheda: Four Tet
Pubblicazione: 01 Dicembre 2009
File under: Minimal psych
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