Recensione
Love Flipper
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noise Voti redazione e staff

Flipper

Love

Mvd Visual

L’uscita di American Grafishy, disco della prima ricomparsa dei Flipper, nel 1992, aveva una motivazione abbastanza trasparente. Si era immersi nel grunge e coloro che dagli adepti del movimento furono considerati degli iniziatori non potevano che presenziare all’evento. Chi scrive è tra quelli che minimizzano il collegamento Flipper-grunge (sebbene in questo disco il basso sia suonato da Krist Novoselic, membro fondatore dei Nirvana); e che ciononostante oggi non rinuncia a posizionare Love in un mercato di riferimento.

Il motivo è semplice: i Flipper di Love sembrano inseguire quello che già hanno fatto, quando hanno creato vie di fuga e nodi nella rete. Oggi riattraversano quei corridoi che non possono che sapere di vecchio. Gran parte di questa sensazione è da addurre alla mancanza (neanche questa una novità) del primo vocalist Will Shatter, morto nel 1987. Bruce Loose, che lo sostituisce oggi, fa quel che può, cioè la voce grossa; nei momenti migliori somiglia a Von Lmo, nei peggiori è imbarazzante (Trasparent Blame).

Senz’altro alla band di oggi riescono meglio gli incubi lunghi e lenti, piuttosto che quelli veloci. E nel mood si gioca parte della differenza con il passato, che in quanto tale è una buona notizia, visto che sono passati 25 anni. Prendete Sex Bomb, che chiudeva Album Generic: era infinita ma aveva qualcosa di euforico. E ora prendete Old Graves, ultima traccia di Love: altra prova dilatata dove però tutto è fosco. E' questo il numero più convincente del lotto, visto che finalmente la voce non è sgolata, non si sforza di essere violenta, anzi si limita a essere uno spoken-word rassegnato ma sostenuto. Peccato rimanga un caso isolato.

(5.8/10)

Scheda: Flipper

Pubblicazione: 22 Novembre 2009

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Gaspare Caliri (Album 2009)

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