Recensione
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Genere

noise

Data di uscita

Maggio 2009

Pubblicazione

22 Novembre 2009

Love

Flipper

Mvd Visual

L’uscita di American Grafishy, disco della prima ricomparsa dei Flipper, nel 1992, aveva una motivazione abbastanza trasparente. Si era immersi nel grunge e coloro che dagli adepti del movimento furono considerati degli iniziatori non potevano che presenziare all’evento. Chi scrive è tra quelli che minimizzano il collegamento Flipper-grunge (sebbene in questo disco il basso sia suonato da Krist Novoselic, membro fondatore dei Nirvana); e che ciononostante oggi non rinuncia a posizionare Love in un mercato di riferimento.

Il motivo è semplice: i Flipper di Love sembrano inseguire quello che già hanno fatto, quando hanno creato vie di fuga e nodi nella rete. Oggi riattraversano quei corridoi che non possono che sapere di vecchio. Gran parte di questa sensazione è da addurre alla mancanza (neanche questa una novità) del primo vocalist Will Shatter, morto nel 1987. Bruce Loose, che lo sostituisce oggi, fa quel che può, cioè la voce grossa; nei momenti migliori somiglia a Von Lmo, nei peggiori è imbarazzante (Trasparent Blame).

Senz’altro alla band di oggi riescono meglio gli incubi lunghi e lenti, piuttosto che quelli veloci. E nel mood si gioca parte della differenza con il passato, che in quanto tale è una buona notizia, visto che sono passati 25 anni. Prendete Sex Bomb, che chiudeva Album Generic: era infinita ma aveva qualcosa di euforico. E ora prendete Old Graves, ultima traccia di Love: altra prova dilatata dove però tutto è fosco. E' questo il numero più convincente del lotto, visto che finalmente la voce non è sgolata, non si sforza di essere violenta, anzi si limita a essere uno spoken-word rassegnato ma sostenuto. Peccato rimanga un caso isolato.

(5.8/10)

Scheda: Flipper

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