Damon Dash, l'altra metà della Roc-A-Fella Records di Jay-Z, scopre l'indie blues sanguigno dei Black Keys e se ne innamora. Vuole combinarci qualcosa e se li porta in studio assieme al rapper Jim Jones. Recluta poi altri dieci vocalist, e partono così undici giorni di session per undici brani fatti e finiti, il tutto documentato da nove video disponibili sul sito del progetto Blak Roc. Sono nomi HH con la 'n' maiuscola, da Mos Def a Pharoahe Monch a Raekwon e RZA del Clan (e c'è anche un ripescaggio del fu Ol'Dirty Bastard) a Q-Tip alla singer Nicole Wray, che dà un tocco r'n'b soul al tutto.
La prima metà del disco, fino alla performance di Raek (pura classe rap), è ottima, con pezzi efficacissimi (tipo quello di Mos Def, sempre in zona chico hop solarizzato come in The Ecstatic, ma molto più a fuoco). L'altra metà è invece un po' buttata lì, per quanto i pezzi siano sempre costruiti bene e la Wray, affusolata e brava, dove la metti sta. La vera questione: che dietro tamburi chitarra ed effetti ci siano i Keys, ecco, questo si capisce e non si capisce. Un po' come il senso di tutta la cosa, forse semplicemente occasione di reciproca promozione.
(6.3/10)
Scheda: Black Keys
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