Recensione spot
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Genere

Dubstep & Co.

Data di uscita

Novembre 2009

Pubblicazione

22 Novembre 2009

Ramadanman, Chef

Dubstep Allstars Vol. 07

Tempa

Curato da Hatcha e datato 2004, il primo volume aveva acceso la miccia dubstep nell'overground. Il settimo volume ne è un bignami targato 2009 oltre l'avanguardia Hyperdub. Un disco mixato da Chef aka Chefal (nero, stazza importante tipo vecchia scuola house o hip hop), uno da Ramadanman (bianco, occhiaie e sguardo chetaminico), giovani dj e producer in prima linea nelle serate dubstep anni Duemila. Una valanga gli artisti presenti, pezzi grossi come Benga e Skream (e poi Cyrus e il duo spezzato Digital Mystikz) accanto a nomi mai sentiti.

Per quanto ci siano intersezioni di mood e di suono tra le due tracklist, fin dalle aperture si delimita una separazione di campo: Chef parte con un ragga vocoderizzato, suo e di Coki, e prosegue col soul di Von D per la splendida languida voce di Lady Phe Phe; Ramadan attacca col legno e colle bolle melmose di Untold & D. Franklin e col minimalismo addirittura Steve Reich (via Four Tet) di Peverelist. Si balla sempre, più o meno dritti, più o meno wonky, ma un ciddì è a colori, l'altro in bianco e nero, uno più dancefloor (ovviamente sporco), uno più IDM, più asciutto, elegantemente monocromo e fumoso. Fino alla buonanotte miagolosa firmata da Mount Kimbie.

Bassi profondi, fuzz e bordate droniche e troniche, (alcuni) pezzi drogatissimi, reminiscenze house e drum'n'bass, esplicitazioni delle radici ragga-dancehall, e quel clima da bunker, da dopobomba, da post-umano (eredità questa della Weltanschauung techno) che caratterizza le cose migliori che ultimamente ci sono passate per le orecchie.

(7.5/10)

Scheda: Ramadanman, Chef

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Gabriele Marino
Gabriele Marino (Album 2009)