Due ragazzi da Göteborg riportano il paradigma ibizenco a Nord e, senza accorgersene, si insinuano nella scena glo-fi. Cosė, a base di krauti a merenda, l’esordio di Jesper Jarold e Johan Melin viaggia su coordinate new age (Backustugu), si bea del successo di Lindstrøm (mescolandolo con le chitarre di David Gilmour in ...You Too), pompa nelle vene l’energia di certi Goblin (le cavalcate prog da urlo di Neanderthaler), aggiunge qualche spezia orientale tagliata con la lounge di Morricone e Umiliani (il koto filtrato nello sciccosissimo downtempo di Land Of The Dragon), rivanga gli '80 con il basso slappato che č marchio Japan (The Bridge) e sogna visioni pastello nella suite conclusiva Nightrider.
Registrato in un capanno in mezzo ai boschi, nell'album ritroviamo l’energia del sole balearico ma anche l'aurora boreale. Il tramonto sul mare trasfigurato in un misto di rock ā la Can contaminato da tastierine disco, zampa d'elefante e tanta anima in movimento. In bilancia: basi Donna Summer e i capelli lunghi da progger. E' ancora remember, anzi, flash forward...
(7.1/10)
Scheda: Fontän
1
Max Loderbauer / Vladislav Delay / Morit...
Moritz von Oswald Trio - Vertical Ascent (8/10)
2
Animal Collective
Merriweather Post Pavilion (8/10)
3
Antony and the Johnsons
The Crying Light (8/10)
4
Circlesquare
Songs About Dancing And Drugs (8/10)
5
Harmonic 313
When Machines Exceed Human Intelligence (7.9/10)
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