Recensione
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Genere

art wave

Data di uscita

Novembre 2009

Pubblicazione

22 Novembre 2009

La vergine e la rivoluzione

PULP-iTO

Snowdonia

Fanno tredici anni che i PULP-iTO si sono formati su iniziativa dei fratelli Luca e Simone Giordani. Il luogo è la provincia di Lecco. Il piano padano paranoico covava più sotto le residue scorie geniali che porteranno al canto del cigno CSI di lì a poco. I Marlene Kuntz dribblavano il testimone entrando nel vivo di una calligrafia che sarà sempre più propria, come già avevano dimostrato con Il Vile. Il momento era di transizione, in bilico sugli anni zero. Per i PULP-iTO, ormai un collettivo che di stabile aveva solo l'idea d'un rock che sperimentasse sul proprio farsi linguaggio e comunicazione, era tempo di autoproduzioni. Uscirono Kiosa nel 2001 e Gagliardo nel 2004. Il live si faceva performance sempre più strutturata.

Si arriva quindi al 2008. Il combo si stabilizza in quintetto e arriva il contatto con la sempre occhiuta Snowdonia. Eccoci quindi ad oggi, a La vergine e la rivoluzione. Il piglio è punk-wave e arty, le chitarre ghignano rumore, il drumming è frastagliata nevrastenia, le elettroniche innervano le strutture imbizzarrendole, il violino taglia e cuce l'atmosfera come un brumoso retaggio High Tide. Una congettura piuttosto instabile e insidiosa capace di epico trasporto, aperture melodiche (si prenda il caso di Lei) e sarcasmo obliquo (la splendida Rivoluzione), che prende sia a modello che di mira il verbo Ferretti, alla cui voce le voci maschili (di Luca e Cecco) si rifanno fino allo sberleffo (La luna e le stelle), riuscendo talora a riarticolarne la forza in un presente che beffardamente riecheggia l'ultimo Massimo Zamboni (X-Rosmarino).

Quanto alla voce femminile (è Birò aka Roberta Maddalena, tra l'altro illustratrice già al lavoro per Paolo Benvegnù e Marta Sui Tubi), quel misto di devozione e svenevolezza è un contrasto che produce delizioso sconcerto rappresentando il link più evidente con l'estetica Maisie, qualunque cosa questo significhi. Ci sono idee, c'è una direzione, ci sono svolte e scelte controverse, qualcosa che brulica dentro e intorno. Disco e band difficili da ignorare.

(7.2/10)

Stefano Solventi

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