Recensione
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Genere

hypnagogic pop

Data di uscita

Novembre 2009

Pubblicazione

24 Novembre 2009

Orange You Glad

Julian Lynch

Olde English Spelling Bee

Per la serie “cogli l’attimo”, ecco che continua l’onda lunga del tropical sound o hypnagogic pop che dir si voglia. Non si è spenta l’eco del nuovo Ducktails che già Matt Mondanile si ripresenta con l’altra faccia della medaglia, quella di Real Estate. In mezzo, ma proprio in mezzo (tanto da esserci quasi dentro) ai due progetti c’è Julian Lynch, già amico d’infanzia di Mondanile e con uno split 7” d’esordio su Underwater diviso proprio con Ducktails. Ora, dopo la pletora di cd-r d’ordinanza, è il momento dell’esordio lungo e, guarda caso, proprio su quella Olde English Spelling Bee che il mese scorso ha rilasciato proprio Landscapes. Quando si dice le coincidenze eh?

Orange You Glad, non sarà difficile intuirlo, si muove lungo quel crinale lì: una psichedelia pop sonnacchiosa e ovattata, soffusa, incerta, barcollante eppure sempre così fortemente childhood friendly. L’euforia (ehm) che segna alcuni momenti targati Ducktails lascia però qui il campo aperto ad una sorta di melanconia soffice, dominata da venature lo-fi ma intrisa di ariose e intriganti aperture a oriente. Così se Venom è un pezzo che ormai diremmo classico di certo psych-pop indolente e Winterer One naviga letteralmente su un oceano di reminiscenze (a sto punto, tanto vale dirlo) ipnagogiche, un pezzo come Mercury si avvicina all’onnivoro distendersi di Valerio Cosi mentre la lunga The Flood parte come un mantra e si apre in un acidissimo trip orientaleggiante.

Julian Lynch, si sarà capito, è un altro piccolo genietto pazzo e solitario sputato fuori dal qualche lontana galassia dello spazio-tempo di ognuno di noi. Multistrumentista, studente di etnomusicologia, con un passato alla Smithsonian Folkways Recordings di Washington. Uno che si prende il lusso di suonare live in broadcast all’Underwater Peoples Late Summer festival direttamente dal salotto di casa sua, nel Wisconsin. E che pensa di organizzare futuri live sempre rimanendo comodamente in casa sua. La cameretta che ingloba pure la dimensione live. Cazzo, è bedroom pop totale!

(7.3/10)

Scheda: Julian Lynch

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