Recensione
Always Breathing Monster September Collective
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elettronica Voti redazione e staff

September Collective

Always Breathing Monster

Mosz

Gran parte di Always Breathing Monster sta nella spiegazione della tecnica di realizzazione dell’album. Si tratta di un lavoro, austero ma non troppo (Waldflöte, Terzian), di trattamento in midi del suono dell’immenso organo della chiesa protestante di Düsseldorf. Qualcosa di assolutamente teutonico, spesso e probabilmente anche volentieri, ma non sempre. E in questo scarto ci si sguazza.

Vi nuota meccanico il gioco dodecafonico e minimalista di Prinzipal, trattato sui timbri e sulle dissonanze come in una versione organista e ancora più astratta dei Denison/Kimball Trio. Così come la successiva Mechanik, un break percussivo fatto, supponiamo, dei rumori sordi dei pedali premuti senza pigiare i tasti. Scarto nello scarto. Una procedura che va al termine ultimo dell’errore (chi ha detto glitch?), citato a tre navate da Dulzian, come se fosse una sua versione per kraut d’annata.

In effetti, dopo le parabole dei protagonisti del moniker September Collective (Paul Wirkus, Stefan Schneider, Barbara Morgenstern), come di tutta la compagine elettronica tedesca, questi suoni sembrano per certi versi un ritorno all’austerity, intellettuale e analogica. Non tanto per l’organo in sé (del resto alla Morgensen e al suo piano ci siamo già abituati). Ma per aver lasciato che, come si diceva nelle prime righe, dato strumento fosse il protagonista indiscusso della pubblicazione. E che la tecnica, il modus operandi, venisse prima dei cervelli (che evidentemente, mordendo la coda al cane, lo hanno scelto).

Del resto lo abbiamo già segnalato in altre sedi. Accanto alla decostruzione (Sasqualtera) c’è la leggerezza (in senso calviniano). La combinazione è sempre più rinfrancante. La risposta contenuta nella domanda: dove possiamo arrivare se frammentiamo il suono magniloquente di un organo a canne? Arriviamo a fare della piccolissima scala un ambiente. E questo è ciò che più conta di dischi come questi.

(7.0/10)

Pubblicazione: 27 Novembre 2009

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