Recensione
Le patrie balere ep Pecora
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punk hip-hop Voti redazione e staff

Pecora

Le patrie balere ep

Dizlexiqa

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Come se gli Altro si mettessero a fare hip hop, o come se Frankie Hi NRG si lasciasse produrre dai Dälek per una volta più pacificati del solito. L'urgenza punk dei Pecora non diviene urlo a pieni polmoni ma elucubrazione tagliente volta a ripulire la realtà dalle fiabe e a cogliere il lato grigioalienazione di una luna in technicolor. Nel gregge belante e catodico l'ovino dei quattro milanesi è ovviamente nero, sta fuori dal gruppo e lo prende a zoccolate ipotizzando un tacito patto di non aggressione tra sistemi di potere monoteistici (Benedetto) e dichiarando resa all'attuale sistema economico dominante (L'erba voglio), dove ogni forma di consumo alternativo è solo il lavacro di coscienze non meno conformate. 


Qualunquismo? Voglia di dire troppe cose in troppo poco spazio? Può darsi, ma a parte l'effetto tazebao di alcuni passaggi (Il qualcosologo) – anche derivazione di una precisa appartenenza, testimoniata dalla rilettura Crass di The sound of free speech – dei Pecora interessa il punto di vista spiazzante su basi ridotte all'osso, la forza sillogica che preannuncia impasti chitarristici abrasivi. Elettrica, basso e groovebox per istanze tutte da sviluppare insieme a un lavoro maggiore sulle voci (maschile e femminile) e ad un'eco Oneida che scorre sotterraneo e che potrebbe rendere il tutto ancora più avvincente di quanto non lo sia ora. Cresceranno i Pecora, il gregge purtroppo no.

(6.6/10)

Scheda: Pecora

Pubblicazione: 30 Novembre 2009

File under: punk hip-hop

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Luca Barachetti
Luca Barachetti (Album 2009)

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