Titolo poetico per l’ennesimo lavoro collaborativo tra Mr. Setola di Maiale Stefano Giust e Gianni Gebbia. Al batterista extraordinaire spesso e volentieri citato in queste pagine e al sassofonista free palermitano si aggiunge in occasione di queste sessions dal vivo un terzo elemento che non sfigura affatto come terzo vertice del triangolo: Xabier Iriondo.
Le sette improvvisazioni libere che compongono l’album, dopotutto, non lasciano spazio a dubbi sulle capacità creative e sulla sensibilità del trio: obbiettivo centrale delle registrazioni di tre diverse live sessions targate 2007 è quello di plasmare la materia di partenza, ovviamente e latamente impro-jazz, secondo l’umore del momento. In questo è centrale l’operato di Giust e del suo indubbio orecchio musicale, capace di sottolineare col drumming eterogeneo che lo caratterizza da sempre ogni momento della performance. Ai lati, per modo di dire, il sax alto di Gebbia contrappunta con dettagli, frammenti, frattaglie e stacchi minimi mentre Iriondo, persa ormai per strada la chitarra, si china sulle sue creazioni artigianali (in primis la mahai metak, ma anche electronics e crackle box) per condire, riempire, stranire il suono prodotto dai sodali.
L’edera, Il Colle, La Nebbia è il sunto di performances live dei tre in cui si procede per sottrazione, anzi per riduzione senza per questo risultare minimali, perché a scavare, anche nei vuoti e nei silenzi che lo condiscono (vedi Camminando Guardo), se ne trovano eccome di gemme. Veramente pregevole.
(7.0/10)
Scheda: Xabier Iriondo, Stefano Giust, Gianni Gebbia
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