Recensione
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Genere

Kraut-Detroit

Data di uscita

Ottobre 2009

Pubblicazione

17 Novembre 2009

2014

Kreidler

Italic

Pur bravi e fedeli al "ritmo + groove" che andava dalla metà dei Novanta, i Kreidler non hanno mai brillato di luce propria. All'inizio erano troppo filo Tortoise, poi assomigliavano a una discreta versione dei primi To Rococo Rot, dopodiché ad un mix già ampiamente masticato di Tarwater e Schneider TM, infine (nell'ultimo fino ad ora Eve Future, del 2002) a un meditato progetto tra classica e campionamento che peraltro sublimerà e sfonderà, nel 2008, con il famoso Recomposed di Craig e Oswald.

In pratica, il loro bello stava nell'eleganza a incastro tipica della deutsche welle e nell'effetto zero compiacimento filiato dall'estetica Techno: non sbottavano, non emozionavano, ma cercavano di ammaliarti attraverso mood rigorosi, quasi come se si ponessero in dialettica con i calorosi "sudismi" dei Mouse On Mars e i riff brandizzanti dei Tortoise.

Poi in buca ci si sono messi da soli, incapaci di scegliere da quale parte inclinare la cloche: tra Basic Channel (o certa IDM) o le istanze chicagoiane che così tanto avevano influenzato la compagine "Post-wall" (Mort Aux Vaches), il progetto s'insabbiò lasciando pure aperta la storica forbice che li vedeva far pensare nel salotto e ballare nei live set.

Con 2014, a ben sette anni dall'ultima prova, tra relax balearico in filo rosso con certe sonorità altezza Kreidler (2000) e ritmi più impattanti, una sintesi pare possibile, soprattutto grazie all'inedita scelta d'incidere la tracklist in una sola settimana.

Le indagini afro-futuriste sono le migliori, e se a tratti i nuovi Kreidler faranno rimpiangere i Radian, è innegabile la qualità di un album dalle krauterie ponderate giù fino a Detroit; e un Vangelis, alla bisogna, ambient senza timori.

(7.0/10)

Edoardo Bridda

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