Il formato dice tutto: si va sulla breve distanza per l’esordio dell’americano Ernest Greene. Nel giro di due mesi, prima ai nastri (a settembre) dalla sua label / blog / showroom Mirror Universe Tapes, poi su digitale. E torniamo su terreni glo-fi tra tinte sepia, sound ovattatissimo e tastierine con il setting esplicito ai riferimenti anni Ottanta: Englishman in NY per Belong, gli Wham! in Get Up, la memorabilia mixage in Good Look e Olivia e poi giù di spezie soul (Hold Out) alla ricerca di un eldorado edonista.
Strano tipo Greene: sogna una provincia americana senza western, né bisogno di conquista, si dipinge paladino blog di una generazione dell’ancora-un-video-so-eighties-e-poi-esco, prova nostalgia per degli Ottanta inglesi - e per la Milano da bere via Paninaro dei Pet Shop Boys - che non ha vissuto. Ti gira poi la frittata in blacksploitation (It's Kate's Birthday), ci va di funk facendo rientrare dalla porta l'america black che era uscita per un attimo dalla finestra per togliersi lo sfizio wasp wave di fine '80.
Operazione riuscita e tutta in divenire quella di Washed Out. Come dire nu-lounge, mossa hip e non solo martini bianco e pompelmo rosa a bordo piscina.Grande cura per l'atmosfera che poi è quel che conta e distingue questo ennesimo revival.
(7.1/10)
Scheda: Washed Out
1
Max Loderbauer / Vladislav Delay / Morit...
Moritz von Oswald Trio - Vertical Ascent (8/10)
2
Antony and the Johnsons
The Crying Light (8/10)
3
Circlesquare
Songs About Dancing And Drugs (8/10)
4
Animal Collective
Merriweather Post Pavilion (8/10)
5
Harmonic 313
When Machines Exceed Human Intelligence (7.9/10)
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