Recensione
Somewhat Still I Do Alessandro Magnanini
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jazz Voti redazione e staff

Alessandro Magnanini

Somewhat Still I Do

Schema Records

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Che gli italiani siano dentro al jazz è cosa nota. Rava, Bollani, Fresu, Conte (sia Nicola che Paolo) e compagnia bella hanno riportato il mondo (e l’America) a considerare il Bel Paese come uno dei punti di riferimento per il linguaggio black per eccellenza. Non è da meno il disco d’esordio di Alessandro Magnanini: chitarrista, arrangiatore e direttore di quella Duke Orchestra che ha decretato il successo di Mario Biondi.

L’emiliano si avvale qui della complicità di un roaster di tutto rispetto: le voci di Jenny B (stupenda nella bossa So Long, Goodbye) e Liam McKahey (il cantante dei Cousteau in gran spolvero nella ballad Livin’ My Life). In più il cameo della meravigliosa Rosalia De Souza che canta in italiano lo slow brasileiro à la Astrud Gilberto (L’estate è qua singolone da pelle d’oca) e la partecipazione di Stefania Rava e Renata Tosi (direttamente per un remix su F Communication lo swing uptempo di Stay Into My Life).

In più tanto per far quadrare il cerchio la base musicale di un gruppo ultrapremiato come l’High Five Quintet. Che dire di più? Qui si sente come ci sia ancora un enorme spazio per il jazz popular (nella miglior accezione del termine) di classe. Canzoni che dopo un’istante sai già fischiettare, sulle orme di Mancini, Morricone (Suddenly...) e della tradizione brasiliana. Dopo This Is What You Are Alessandro ha fatto il botto e ora è pronto a farsi riconoscere. Seguitelo, non vi deluderà.

(7.2/10)

Pubblicazione: 13 Novembre 2009

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Marco Braggion
Marco Braggion (Album 2009)

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