Recensione
The Audacity Of Hype Jello Biafra & The Guantanamo School Of Medicine
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punk-hc Voti redazione e staff

Jello Biafra & The Guantanamo School Of Medicine

The Audacity Of Hype

Alternative Tentacles

Riemerge di tanto in tanto come un fiume carsico della controcultura occidentale. Ed ogni volta bastano pochi, brevissimi secondi del suo cantato per riconoscerlo e far riaffiorare in chi ascolta mille e mille ricordi. L’affronto/sberleffo di fine '70 ad una intera cultura dominante con la scelta di chiamare il proprio gruppo i Kennedy morti (immaginatevi oggi un corrispettivo italiota cosa provocherebbe…); l’ascesa/provocazione politica che lo portò a sfiorare la poltrona di sindaco di San Francisco; le mille dispute col sistema che ne fiaccarono temporaneamente la carica sovversiva (il processo per la inner sleeve di Frankenchrist o quello contro la Alternative Tentacles…). Su tutto, il punk straight in your face dei Dead Kennedys.

Poi, una volta dismessi i panni di frontman di quella band epocale, Jello Biafra – metà Johnny Rotten, metà Noam Chomsky – ha intrapreso una carriera equamente divisa tra spoken word al vetriolo e caustici one-shot d'appoggio a band sodali quali D.O.A., Melvins, Mojo Nixon e NoMeansNo. Adesso è il turno della Guantanamo School Of Medicine, estemporanea (ma non troppo…) e solidissima formazione che coinvolge personaggi come Billy Gould (Faith No More), Ralph Spight (Victim’s Family), Jon Weiss (Sharkbait) e Kimo Ball (Freak Accident) e che si propone fresca e velenosa come nella migliore tradizione del nostro. In The Audacity Of Hype non c’è, però, traccia dell’hc evoluto dei Victim’s Family o delle schizofrenie rock dei FNM, ma soltanto per corpose, potenti, devastanti stilettate sotto forma di punk song impreziosite dall’ormai leggendario cantato al curaro di Jello Biafra. Clean As A Thistle, New Feudalism, la stupenda Electronic Plantation vivono dello stesso spirito aggressivo, ironico, amaro e caustico dei primi Dead Kennedys con Jello Biafra spirito libero e contro che, come si premura di rassicurarci nel conclusivo tour de force I Won’t Give Up, ha ancora molto da dire. Lunga vita a Jello Biafra.

(7.0/10)

Pubblicazione: 10 Novembre 2009

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