Recensione spot
Lumen tähden Kuupuu
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Pre-birth folk Voti redazione e staff

Kuupuu

Lumen tähden

Time Lag

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Dal lotto delle sorprese weird-finlandesi, di cui Comunale e Collepiccolo, avevano già parlato, sfugge un personaggio finora rimasto ai margini, ma non meno necessario. Si tratta di Kuupuu, al secolo Jonna Karanka, agitatrice di quell'oggetto non-identificato posto sotto le direttrici della scena finlandese, variopinta freakkeria di folkers e noisers. La Karanka solo per confermarne l'ossutezza sta dietro a nomi quali Avarus, The Anaksimandros, Maniacs Dream, Kukkiva Poliisi, Hertta Lussu Ässä, ma Kuupuu resta a tutt'oggi il suo progetto principale.

Cantautrice acid, manipolatrice di objet-trouvé, impastatrice di pittura e collageista psichica, Kuupuu approda su Time-Lag, dopo due buoni lavori su Dekorder. Le sue composizioni sono come i suoi quadri: isterismo cronicizzato da incanti vaudeville, oggetti-senza-oggetto dispersi tra lividi colori pastello, volti mozzati su lane-mosaico.

Kuupuu è la croce ed Islaja la testa della stessa moneta:  la prima forza l'ascolto all'inferno, la seconda ammalia come un'incantatrice di cobra. In Kuupuu c'è del ferro pesante, in Islaja un lago tra foreste; una è il corpo, l'altra l'anima. Non sorprende la vicinanza di ambedue, con l'altra principessa Lau Nau: un modo tutto angelico e diabolico di fare-musica dopo l'apocalisse.

Lumen tähden è una foresta tantrica con i suoi personaggi depressi ed onnivori, i suoi pianoforti malandati, le arpe attraversate da pietre smeraldo, l'inferno dei campioni harsh, le svolate perpendicolari delle viole e dei carillon, le pennellate colorate ed inusuali.

Se la musica è un immaginario prima che un suono, se è fatta di visioni trascendenti e sferzate cataclismiche, questa è la sua cripta, come quei musei egizi dove il tempo pareva fermarsi nell'altrove e nel domani. Sarebbe impossibile descrivere le coordinate di Kuupuu: si passa dal forest-folk al drone sinfonico, dal pre-birth folk alle vocalizzazioni Fursaxa, dai campionari pianistici eleganti al surrealismo ipnotico. C'è molta ossessione nelle linee vocali, frasi che si ripetono come una cantilena malefica, un rito stregonesco. Un rebus la cui forza sta nell'avere una terra dietro: la Finlandia sempre attraversata dalla notte; e un genere musicale che ha il sapore di una magia antichissima e fieramente inattuale.

(8.0/10)

Scheda: Kuupuu

Pubblicazione: 14 Novembre 2009

File under: Pre-birth folk

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Salvatore Borrelli
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