Nell'affollato microcosmo del weird-punk americano c'è spazio anche per gruppi provenienti dalle periferie del Nuovo Continente e i Wizzard Sleeve ne testimoniano il valore; certo rispetto ai loro colleghi di NY sono tendenzialmente meno smaliziati e più legati al vecchio modo garage di suonare, ma ciò non è da considerarsi un male, anzi. Proprio quando la matrice blues-rock esce di scena è bene che ci sia qualcuno che ne ricordi l'importanza radicale; in altre parole: come avvicinarsi al synth senza dimenticarsi del fuzz. Non stupisce quindi che tradizione e (archeo)futurismi convivano pacificamente e fruttuosamente in solchi come questi.
Così i vecchi blues dell'Alabama sembrano ora essere suonati da macchinari robotici (Chrome Intensifier), e gli stomp polverosi da sapore sudista (Shapeshifter Blues) sono messi a sedere vicino a dei cyborg con la fissa, manco a dirlo, per i Chrome (No Mongo). Unica nota dolente, se così la vogliamo considerare, l'elevato numero di pezzi già pubblicati sui singoli degli scorsi anni che, purtroppo, non sempre sono all'altezza delle prime versioni. In particolare per chi ha ancora nelle orecchie la take di Alabama's Doomed presente sullo split con gli Amber Alerts, questa nuova, oltretutto messa in apertura di album, sarà un po' deludente; ma è solo un primo intoppo, il resto poi scorre via che è un piacere.
(7.0/10)
Scheda: Wizzard Sleeve
Pubblicazione: 12 Novembre 2009
File under: Cyber Garage Punk
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