Recensione
Techno Lovers Wora Wora Washington
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electro-post-punk-psych Voti redazione e staff

Wora Wora Washington

Techno Lovers

Shyrec Records

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Sono taglienti e acuminati, ma non c'entrano nulla con i coltelli “Miracle Blade”. Con certi Arcade Fire shoegaze (Daisy) e un elettro-post-punk in stile techno-Rapture pero' si, con tutti gli annessi e connessi del caso. Il che significa programming eccitato (Drum Machine), chitarre acide (Seven Days), synth scostanti (Ten Seconds) e in generale una tendenza a scovare l'arrangiamento più cool tra hype sincopato e staffilate in distorsione.

La macchina di Marco De Rossi, Matteo Scarpa e Giorgio Trez è ben oliata, tanto che il primo impatto è di quelli che lasciano il segno. Poi capisci che dietro ci sono ascolti ripetuti di antecedenti illustri e un'ottima capacità di selezionare in quella complessità di patterns e riff ad effetto che un orecchio sveglio e una mano veloce possono garantire. Con due anime distinte che si mescolano all'interno del disco: una traviata da bordoni sintetizzati massicci quanto ingombranti e l'altra interessata a solleticare le elettricità malleabili di chi nell'indie “emodelico” degli ultimi tempi ha trovato un comodo asilo politico. A fare da collante, un'ombrosità new wave sottomessa eppure palpabile, invischiata nei suoni delle chitarre quanto nelle progressioni armoniche.

L'esordio dei veneti Wora Wora Washington è di quelli che valgono un messa. Ben suonato, coscienzioso, sottilmente conservatore, adatto a un rock club con aspirazioni “danzereccie” come allo stereo di qualche orfano di The Faint, The Music e compagnia. Tanto che sarebbe un delitto non dargli almeno una possibilità.

(7.2/10)

Pubblicazione: 08 Novembre 2009

File under: electro-post-punk-psych

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Fabrizio Zampighi
Fabrizio Zampighi (Album 2009)

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