Che gusto nello scrivere balearica tout court per una compilation. Quell’aggettivo è un utopia mai realizzata: il sogno paradisiaco di vivere in una nuvola, di avere albe a disposizione nelle tasche, di poter sorseggiare cocktail guardando il mare, tralasciando il business, accompagnati da qualche visione pompata da coadiuvanti chimici. Il post-Manchester di chi ha passato i trenta, di chi sa che tra poco diventerà adulto e che non avrà più tempo per i tramonti e lo sciabordìo.
La compila che abbiamo sottomano surclassa il primo volume di qualche anno fa e si pone come unica alternativa ai party ibizenchi per questo lungo inverno 09. Come nelle migliori selecta, non lo senti il passaggio da traccia a traccia. Le dissolvenze si nascondono in un lento crescendo che va dal piano jazz 80 di Slight Delay (Can You Feel It) ai pizzicati rondovenezianeschi di Nelue (No Strings Attached), dal basso e i synth di Giorgio nel pezzo di Marbeya Sound (Salomon’s Take), alle affinità con l’archeologia dei Chromeo in Zoe Et Heine di Premier Rang. E poi ancora progressioni, uptempo white funkiness (Volgograd), un tocco gitano (YES Maam) e tanta tanta anima. Merita l’ascolto ripetuto. Altro che Buddha Bar.
(7.5/10)
Scheda: AA. VV.
Pubblicazione: 11 Novembre 2009
File under: balearica
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