Un nome che drasticamente divide in due. Chi li conosce pensa a un panzer in corsa folle sulle strade (o anche sulla spiaggia), chi non ne ha mai sentito parlare incorre nella fluida ambiguità suggerita dal nome. In realtà, seppure non li si citi spesso, i Flipper hanno avuto un'importanza enorme, e non a caso persino la Domino decide oggi di metterli sotto i fari puntati attraverso la ristampa degli unici due veri album della band in formazione originale (Album Generic - Subterranean, 1982 - e Gone Fishin' - Subterranean, 1984) e del primo resumé della carriera (Sex Bomb Baby - Subterranean, 1988).
Non è un caso, innanzitutto, data la recente uscita di un nuovo disco (Love) sotto la ragione sociale Flipper. Ma non tanto per salire e cavalcare l'onda della riunione di intenti, ma forse per rimarcare la distanza della conservazione violenta di oggi da quegli esercizi dirompenti che ebbero luogo prima della morte del cantante Will Shatter, avvenuta nel 1987. E' anche grazie a lui per cui si parla del gruppo post-hardcore di San Francisco come ponte di collegamento tra PIL (Nothing) e musica industriale, in generale tra l'hardcore (Way Of The World) e il post-punk. Il suo cantato inaugura il lascito dell’ugola di Lydon che poi sfocerà, tra gli altri innumerevoli, in Yow. Ma nei Flipper ci sono autentiche scorribande, che vanno da filastrocche mutanti alla Residents in Life Is Cheap (dall'esordio) fino alla psichedelia marcia di One By One (in Gone Fishin').
Il ruolo storico dei Flipper è stato fare il punto dell’humus culturale della musica becera di allora, necessario perché arrivassero le eccellenze che oggi tutti citiamo, Big Black in testa. Albini ne era un grande fan ma soprattutto li stimava da critico musicale. Da lì, possiamo dire, partì per la sua parabola. E come gran finale (che diede nome alla raccolta oggi ristampata) rimane davvero mitica Sex Bomb, divertimento di piffero sintetico con sax (memore del titolo del brano?), panzer a due bassi, chitarre PIL-iane; un sabba che è un puro spasso, e si erge nella tracklist delle stramberie (dopotutto accessibili) del decennio. Una demenzialità demoniaca e terribilmente rumorosa con dentro tutti i Butthole Surfers più sbracati. Un lottatore di sumo che tenta delle mossette funk. Un perfetto esempio del suono dei Flipper e del loro lascito ingombrante.
(8.0/10)
Scheda: Flipper
Pubblicazione: 10 Novembre 2009
File under: noise-hard-core
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