Recensione
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Genere

slow-core

Data di uscita

Settembre 2008

Pubblicazione

01 Settembre 2008

Self Titled

New Year (The)

Touch & Go / Quarterstick Records

Bedhead, New Year. Qualcosa si è perso, qualcosa è maturato. Ma fin quando i due fratelli Kadane, il nucleo essenziale di entrambe la band, non si separeranno, il mood delle loro produzioni sarà sempre quello: timidamente dolce, malinconico, struggente, intenso. Questo omonimo terzo album firmato New Year è da considerarsi come sintesi perfetta di quanto fatto dai fratelli in questione dal 1994, anno di uscita dell’esordio bedheadiano, ad oggi. C’è l’urgenza comunicativa tipica di certo rock indipendente dei Novanta (Sebadoh, Slint e Codeine) emanata da canzoni come X Off Days e The Door Opens, nelle quali i nostri sembrano cavalcare il loro più remoto passato. Ci sono le più recenti partiture di piano a rendere l’atmosfera pacatamente più leggera (MMV e Body And Soul). E poi brani come Company I Can Get e Seven Days And Seven Nights ad ammaliarci con le loro caratteristiche, contagiose nenie (in stile Lou Reed) che mai smetteranno di cullare i nostri sogni. E ancora ballad soffuse come My Neighborhoodo rumorosamente sofferte come The Idea Of You. Ma il tutto amalgamato e confezionato con una cura e maestria uniche, ad indicare la raffinata maturità raggiunta dai New Year. Una sensibilità artistica esclusiva che prende forma nel brano più riuscito dell’album, l’apripistaFolios: con una lunga sospesa introduzione strumentale si dispiega dolcemente in soffusi intrecci e arpeggi chitarristici per trasformarsi in una delicata ballad crepuscolare, intima oltremodo. The New Year: un album raro di questi tempi, nel quale ci rifugeremo spesso e volentieri in cerca di consolazione.

(7.5/10)

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