Recensione
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Genere

jazz

Data di uscita

Ottobre 2009

Pubblicazione

16 Novembre 2009

Triangoli

Diana Torto, John Taylor, Anders Jormin

Astarte

Metti una straordinaria vocalist italiana tanto apprezzata nel giro del jazz quanto misconosciuta al grande pubblico, un pianista di Manchester che se la gioca per il titolo dei più sensibili e arguti interpreti degli ottantotto tasti contemporanei, e un contrabbassista svedese dalla diteggiatura "senziente": ne viene fuori un triangolo meravigliosamente imperfetto, dai vertici smussati, aperti, generosamente disposti ad accogliere e dare.

Lei è Diana Torto, voce flautata e intensa come una cantante di fado con tentazioni liriche e blues, da oltre dieci anni sulle scene e già al lavoro con calibri quali Steve Coleman, Mike Stern, Enrico Rava e Kenny Wheeler, per citarne solo alcuni. Il pianista è quel John Taylor che da un quarantennio mette a segno lavori sempre più egregi e raffinati, prima nel trio Azimuth (con Kenny Wheeler e Norma Winstone) e poi con Jan Garbarek, Lee Konitz e Gil Evans tra gli altri. Infine c'è Anders Jormin, classe '57 da Göteborg e una marea di dischi sia come leader che a nome Don Cherry, Elvin Jones o Rita Marcotulli.

Al di là dei rispettivi pedigree, questo Triangoli è il frutto di un'intesa straordinaria che salda la combinazione di calligrafie così peculiari e così affini: languori latini, romanze pensose, trame distese e geometrie dinamiche, swing che covano e d'improvviso prendono la mano: nove originali più la rilettura di Summer Night e una Deseo scritta da Stefania Tallini (altro nome da tenere d'occhio) con liriche di Garcia Lorca.

(7.3/10)

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