Recensione
Cover image
Genere

Classica?

Data di uscita

Novembre 2009

Pubblicazione

01 Novembre 2009

Sufjan Stevens

Run Rabbit Run

Asthmatic Kitty Records

Dell’impagabile follia del caro Sufjan sappiamo già, sintomo di un talento popedelico come minimo eclettico e parecchio scombiccherato, quel tanto che basta a scardinare aspettative, tracimare steccati di genere e catalizzare attorno a sé una bella fetta di scena underground (St. Vincent, My Brightest Diamond, DM Stith, Welcome Wagon). Fare un disco normale? Figuriamoci, manco a parlarne, e del resto il sospetto è che il ragazzo si diverta così, scodellando album un po’ come e quando gli pare, mosso da smisurata ambizione (Greetings from Michigan e Illinoise, i primi due capitoli della serie “dedicare un album a ciascuno stato degli States”), fervore ecclesiastico (Songs for Christmas, indigestione di vischio, scampanellii e carole natalizie) e strampalatissimi concept (Enjoy Your Rabbit, dedicato all’oroscopo cinese).

Per quanto mi riguarda, un (geniale) cialtrone. Il problema, semmai, sta nella difficoltà oggettiva di giudicare operazioni laterali e all’apparenza imperscrutabili come questo Run Rabbit Run: non un disco nuovo o quasi, trattandosi di una riedizione in chiave interamente orchestrale del già citato Enjoy your rabbit (2001), commissionata dal collega Bryce Dessner (The National) al quartetto d’archi Osso e affidata agli arrangiamenti di nomi illustri (fra gli altri Nico Muhly, già al servizio di Antony e Grizzly Bear). L’elettronica pauperista e sui generis dell’originale ne esce ovviamente trasfigurata quando non totalmente stravolta, divenendo più che altro il pretesto per un’opera di riscrittura entro i canoni della musica “colta”, per quanto lontana dalle sale dell’accademia.

Dismessi i tramestii sintetici e il vago alone Warp, le canzoni prendono così la forma di soundscapes disneyani (Year of the Rooster), musiche da camera (degli orrori) (Year of the Dog) e avanguardia in un profluvio di note che non sai se più pretenzioso o ammorbante. Fate un po’ voi. Io mi tengo la foto di Sufjan nel taschino, e qualche perplessità

(5.0/10)

| Archivio
Nunzio Tomasello
Nunzio Tomasello (Album 2009)