Recensione
U Turn Minox
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post wave Voti redazione e staff

Minox

U Turn

Suite Inc.

Non più darla per improbabile una collaborazione tra i toscani Minox e Lydia Lunch. Per molti motivi, non ultimo il mondo sempre più piccolo e un naturale riconoscersi “a pelle” tra chi si possiede come spina dorsale la sperimentazione sonora non slegata dalla canzone. Pertanto, se qualcuno vi era nel Belpaese di adatto a incontrare la newyorchese, erano senza dubbio questi misconosciuti e poco fortunati Tuxedomoon dislocati sulle rive dell’Arno. Una mezz’ora densa di spunti, questa, che recupera un poker di brani precedentemente editi in tiratura limitata aggiungendovi due bonus: impossibile la scelta tra le versioni di U Turn, arazzo misterioso d’elettronica e recitativi umbratili proposto da angolazioni impalpabili, piegato dentro derive cameristiche e infine concesso a slarghi dub. Bella anche Subdevil, in cui Lydia si integra senza strafare a uno sfondo in bilico tra Rachel’se colonna sonora virtuale “noir”; meno convincente,Arp 2001, volo di cosmicità krauta appesantito dal declamare della Lunch per un’idea viceversa replicata più felicemente nell’algida pagina degna di Blade Runner Cobalt. Un pezzo d’Italia che in ogni caso rischia, e per questo ci piace.

(6.8/10)

Scheda: Minox

Pubblicazione: 01 Settembre 2008

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Giancarlo Turra
Giancarlo Turra (Album 2008)

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