L'immagine di copertina sottende ambientazioni bucoliche dell'ennesimo folksinger di turno che imbraccia la chitarra dopo aver parcheggiato il trattore. Invero Lee Everton, svizzero di Zurigo, ai pascoli della patria natale ha preferito le spiagge di Kingston, trasferendosi in Giamaica qualche anno fa prima di un non meno fondamentale soggiorno a New York. E lungo queste due direzioni, con una decisa virata verso Detroit per quanto riguarda la parte americana, si muove Sing a Song for Me, seconda fatica dopo Inner Exile dell'anno scorso e nuova miscela di reggae, r'n'b e folk-rock che fa apparire l'elvetico come un emulo del Ben Harper di Diamonds On The Inside, ma più solare e positivo.
Non c'è difatti un momento di ombra vera e propria in queste undici tracce, e pure quando ciò che viene raccontato prova a virare verso il piagnisteo ci pensano hammond e wah-wah gioiosi a tirare su il morale della truppa. Ma tanta positività è forse l'unico tratto peculiare di una scrittura indebitata verso riferimenti precisi ancora tutti da ripagare: vedasi l'alone Wailers presente un po' ovunque, lo spirito Van Morrison di Don't make it too hard e il soffio Marvin Gaye di You've still got a hold on me – così come le riletture un po' troppo costrette da Bob Dylan (If not for you) e Tom Waits (Anywhere I lay my head). Insomma: il nostro sa fare al meglio e con massima onestà il suo mestiere. Ma appunto di onesto mestiere si tratta.
(6.0/10)
Scheda: Lee Everton
Pubblicazione: 03 Novembre 2009
File under: reggae-folk-blues
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